Il
nome del paese è di origine incerta per le varianti
etimologiche. In origine Aprustum Vergae, poi Vervicarium
nel Medioevo ed in seguito anche Verbicaro. La configurazione
urbanistica del primo centro storico, un agglomerato di
modeste casupole, costruite a strapiombo sulla roccia, fa
ritenere che il paese sia sorto in epoca medievale-barbarica.
Inizialmente Verbicaro fu un castello che si estendeva dal
palazzo antico baronale verso il Piano fino Bonifanti, era
circondato da grosse e alte mura dove vi erano tre portoni
di entrata che la sera venivano chiusi. Bonifanti, il primo
nucleo abitato, è sorto in funzione difensiva, quando
le popolazioni per proteggersi dalle incursioni dei Saraceni,
erano costrette a ritirarsi nell'entroterra in luoghi più
sicuri. Bonifanti deriva con molte probabilità dall'insediamento
di alcuni monaci che vi fondarono il monastero dei "tre
fanciulli" (Boni infantes). Nel Medio Evo, Verbicaro
appartenne a diversi feudatari. Ai Cavalcanti si deve, nel
'700, la costruzione del Palazzo baronale nuovo, sulla pianta
dell'antico castello. Con l'unità d'Italia Verbicaro
divenne comune autonomo e capoluogo di Mandamento
Da visitare
Inoltrandosi nelle viuzze raccolte dal caratteristico centro storico, si è
carpiti dalla peculiarità delle sue opere d'arte,
testimonianza della presenza, nel luogo, di varie culture
che si sono sovrapposte non solo nell'era ciclica del tempo,
ma anche nelle loro espressioni artistiche dando origine
ad un ibrido culturale di grande valore storico e antropologico.Il
palazzo feudale, costruito sulla pianta dell'antico castello,
nel cuore del centro storico, fu dimora dei feudatari i
Sambiase, i Papasidero e i Cavalcanti a quest'ultimi si
deve la costruzione del nuovo palazzo baronale nel '700.
I palazzi insieme alla chiesa madre dedicata a S. Maria
Assunta rappresentano le espressioni più significative
dell'intero borgo. La chiesa è caratterizzata da
molti elementi goticizzanti.Nella zona archeologica sono
stati trovati non solo i ruderi di un antico borgo romano
, ma è anche venuta alla luce una necropoli di tipo
lucano con sepolcri e cassoni a cameretta con ricco corredo
funerario. Sono stati trovati inoltre vasi italioti a figure
rosse e un'armatura intera in bronzo, dotata di elmo, corazza,
cinture e armi di ferro.
Festività
Festa di S. Giuseppe il 19 marzo con processione religiosa.
Festa
Patronale della Madonna delle Grazie l'1 e 2 luglio con processione
religiosa. Festa
della Madonna del Carmine il 15 e 16 luglio con processione
religiosa. Festa
di S. Rocco il III sabato e III domenica di agosto con processione
religiosa. Festa
dell'Immacolata Concezione , l'8 dicembre, detta anche il
"di Perciavutta" perché per tradizione in
quel giorno si assaggia il vino nuovo. Tra le
tradizioni di Verbicaro permane quella della Settimana Santa.
In tale occasione nelle chiese è allestito il Sepolcro
con le statue rappresentanti i Misteri, i "Lavuriedd"
(germogli di grano misto a legumi) e le "Menzarule"
(unità di misura utilizzate per pesare prodotti agricoli
offerti alla Chiesa). Oltre il rito religioso della Cena Domini
alle ore 18,00, il Giovedì Santo, verso mezzanotte,
si ripete il rito pagano dei "battenti", persone
devote che si autoflagellano e percorrono per tre volte il
giro del paese e delle chiese. Alle tre del mattino del Venerdì
Santo vengono portati i Misteri in Processione; il VI Mistero
è Gesù incatenato ed incappucciato rappresentato
da un fedele che porta la Croce ed è preceduto da due
file di giudei, sempre a volto coperto, e ripete il rito della
passione di Gesù Cristo.
Come Arrivare Strade:
A3 uscita Mormanno - SS 504 - SS 18 - Provinciale fino al
paese Treni:a lunga percorrenza
stazione di Scalea (25 km) Aeroporto:
Lamezia Terme (collegamenti con autobus, taxi e auto noleggiate).
Centro storico
Portale
Organo
Centro storico
Documento senza titolo
Comunità Montana Alto Tirreno - C.da San Francesco
87020 Verbicaro (CS)
Tel. 0985.6508 Fax 0985.60295