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il primo comune che s'incontra entrando in Calabria lungo
la riviera tirrenica, subito dopo il confine della regione
costituito dal fiume Noce. Si compone di un agglomerato
urbano, situato in alto, a 300 m sul livello del mare, e
del Lido che si va espandendo rapidamente grazie agli impianti
turistici che possiede. E' uno dei comuni più caratteristici
dell'Alto Tirreno Cosentino, dove cultura e paesaggio si
incontrano amorevolmente.
Uno splendido panorama con l'isola di Dino, che fa capolino
dalla Marina, rendono questo piccolo comune davvero suggestivo
e degno di attrazione. Infatti, nella zona marina, le spiagge
attrezzate ed i servizi offerti dalle strutture alberghiere
e dagli stabilimenti balneari consentono gradevoli soggiorni.
La storia del comune,fatta di chiese, leggende e tombe funerarie,
riportava il visitatore indietro nel tempo.
Il primo nucleo urbano di Tortora di chiamava Julitta,
nome col quale si indicava Blanda, insediamento greco-latino
durante il periodo romano. Assunse l'attuale nome tra il
XI e il XII secolo per favorevoli condizioni di vita che
la vallata, nel quale sorge, offre all'omonimo volatile.
Vi sono tracce significative di numerose civiltà,
fin dalla preistoria come quella dei Romani, dei Goti, dei
Saraceni, dei Bizantini e dei Normanni.
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Gli stretti vicoli del centro storico
e la presenza di importanti e numerosi reperti archeologici
sono la testimonianza più evidente di ciò
che Tortora offre al visitatore. Ne è prova la recente
scoperta di una necropoli in località S. Brancato,
nella valle de Fiumicello, dove sono visibili i ruderi di
un centro lucano, forse dell'antica città di Blanda.
Tutta l'area è oggetto di interessanti studi archeologici.La
Chiesa di San Francesco d'Assisi, con i resti nelle vicinanze,
di un chiostro del 1400.La chiesa del Purgatorio, edificio
normanno che lascia trasparire riflessi moreschi e bizantini,
con un portale romanico molto interessante.
Nella chiesa parrocchiale si può ammirare un sarcofago
paleocristiano in marmo.
Degni di attenzione sono anche la Chiesa di S. Pietro Apostolo
del XVI secolo ed il palazzo Lomonaco con il suo splendido
portale del 700.
Da visitare anche altre costruzioni feudali con torri e
cortili.A proposito di torri, la storia del paese è
anche ricca di credenze, racconti e superstizioni la cui
conoscenza certamente è motivo di fascino e di curiosità
per il visitatore.
Di sicuro interesse è l'entroterra tortorese che
ricade nel Parco Nazionale del Pollino ed offre un ricco
paesaggio dal punto di vista naturalistico, fatto da boschi,
di vallate e di numerosi sorgenti che rinvigoriscono la
fitta vegetazione.
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