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Come in tutta la Calabria qui regna incontrastato “Sua Maestà il peperoncino” che ad agosto trionfa con le trecce ai davanzali delle finestre.
La sede nazionale dell’Accademia del peperoncino ha lo scopo di promuovere la “cultura piccante”.
Tanti gli appuntamenti gastronomici organizzati in tutta Italia con le “delegazioni accademiche”.
Ai primi di settembre, si svolge l’annuale appuntamento per incoronare “Sua Maestà” nel “Peperoncino festival”, in una Tre giorni di arte, cultura e gastronomia. Tutto all’insegna del rigorosamente piccante.


Molte pietanze tradizionali continuano ad essere preparate con la stessa meticololisità di un tempo.
Ricca ed abbondante si presenta la varietà dei primi piatti: "Capiddi d' angilu", tagliolini fatti in casa, cotti con brodo di gallina; i "fusilli" conditi con sugo di carne di capra o di maiale , "la pasta con le alici" o "la pasta con si sugo di seppia".
Tra le minestre : "il minestrone" di cavoli, patate, fagioli e salsiccia;le "fave" con finocchio selvatico e prosciutto; i "fagioli" con le cotiche.
Il "capretto alla griglia", le "Vraciole a lu grassu" (involtini di carne con grasso di maiale) e le "mazzacorde" (involtini di interiora di agnello), danno lustro ai secondi piatti.
La "nudilla" (bianchetto) viene preparata nei modi più vari, cruda con il limone, a "frittelle" (mescolata con una pastella di farina, uova ed acqua e poi fritte)
Quasi tutti questi piatti richiedono una gran quantità di peperoncino piccante per cui le bevute sono ampie e generose.
Buonissimi anche i formaggi e i salumi: tra i primi la ricotta di latte di pecora nei "custigni", tra i secondi il capicollo, le salsicce, il prosciutto, la "vrina" (pancetta molto buona se gustata con pane integrale e fave crude).
Tra i dolci è d'obbligo ricordare i "ciambelloni di Pasqua" e le "bombole" (pasta di ciambellone intrecciata a forma di bambino fasciato dove il viso è rappresentato da un uovo sodo).
I fichi secchi preparati a crocette con noci e cedro candito, le pesche sacche di Grisolia e le tradizionali "chinole", dolci preparati con ripieno di castagnaccio e ricoperti di miele d'api, sono altre ghiottonerie consumate in tutte le ricorrenze festive dell'anno.
Caratteristici locali aperti ormai in tutti i paesi consentono di poter apprezzare il sapore ed il calore di questi cibi e del vino che questa terra generosamente offre.
Ai più buongustai suggeriamo un itinerario enogastronomico attraverso i paesi per poterne scoprire il gusto e le differenze e la varietà di preparazione.

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