I paesi della C.M. conservano
ancora oggi e per certi aspetti intatti, usanze, costumi,
tradizioni, feste, che ci riportano indietro negli anni, quando
dalla terra e dal duro lavoro dei campi le nostre genti ricavavano
tutto il necessario.
Varietá e ricchezza di ornamenti caratterizzano i costumi
che si usavano indossare e che oggi frequentemente rivediamo
in occasione di feste nuziali, religiose, popolari.
A Verbicaro, il vestito delle donne, interamente filato e
tessuto a mano, era di colore rosso porpora, con gonna di
panno e corpetto di velluto e le maniche attaccate con nastri.
Della vecchia tradizione oggi sopravvive, nell'uso comune,
il copricapo, detto "u mallieddu" ed una gonna di
colore blu o marrone, con una camicia bianca ricamata e corpetto
di velluto. Il calendario é particolarmente ricco di
feste in cui elementi pagani e cristiani convivono.
In occasione della festa, le Madonne venerate nei paesi costieri
vengono portate in processione sul mare per ricordarne la
venuta.
I dialetti sono stati oggetto di numerosi studi da parte di
autorevoli ricercatori, essi risentono di derivazione dal
greco, dall'arabo, dallo spagnolo, dal francese, in sintesi
da tutte le presenze straniere che si sono avvicendate nel
corso dei secoli nel nostro comprensorio. Dall'incontro di
queste diverse culture si é definita una propria identitá
culturale di cui le credenze popolari, i proverbi e mille
altri usi sono un aspetto. I canti che parlano di amore, di
lavoro, di sdegno, sono una testimonianza della vitalitá,
del sentimento, del carattere delle nostre genti, a volte
aspro e duro, a volte gentile, delicato, capace di una struggente
poesia.
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