| Fu fondato nella seconda
metà del secolo XIV dagli abitanti dei tre casati
di Tripione, Trigiano e Salvati, i quali decisero di concentrarsi
attorno ad una nuova località nei pressi dell'abbazia
basiliana di San Ciriaco che, costituendo realmente un buon
vicinato, impose quasi il nome di Buonvicino; anche se,
secondo una tesi più attendibile, il nome potrebbe
derivare dal latino "Combicinus", che vuol dire
posto di baco da seta, a testimonianza dell'intensa coltivazione
del gelso e della conseguente diffusione dell'attività
serica. Un monaco basiliano San Cipriano verso la metà
del secolo IX fondò il monastero di Santa Maria del
Padre, che accolse San Ciriaco, dopo che questi era rimasto
a lungo in una grotta in località "Venicelle",
nei pressi del torrente Corvino. San Ciriaco morì
intorno al 1024, le sue spoglie rimasero dimenticate in
un luogo ignoto a tutti. Verso la metà del 1600,
un predicatore fra Daniele, dichiarò di aver sognato
San Ciriaco che gli indicava il posto dove riposava il suo
corpo. Nessuno gli credette e da solo effettuò la
ricerca che miracolosamente ebbe esito positivo. La sua
salme fu posta nella chiesa e una una sua reliquia custodita
in una statua che era stata realizzata ne secolo XV dai
monaci basiliani. In seguito, le spoglie del Santo, furono
traslate nella chiesa parrocchiale e poste nella navata
sinistra.
Il centro di Buonvicino sorse nel comprensorio posto sotto
la giurisdizione feudale dei Sangineto, fino a confluire
nello stato dei Sanseverino fino al 1606, quando cioè
fu venduta per 10.200 ducati a Fabio de Paola di Montalto.
In seguito vi comparoranno i Cavalcanti fino al 1806. Nel
1826 una grande carestia costrinse molte famiglie a lasciare
il loro paese.
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